Cocktail Buck's Fizz o Mimosa - Cocktails - Ingredienti del Buck's Fizz o Mimosa- Preparazione del Buck's Fizz o Mimosa- Storia del Cocktail Buck's Fizz o Mimosa - Lista cocktails internazionali - iba - aibes - elenco cocktails - come preparare Cocktail Buck's Fizz o Mimosa cocktail  Succo d'arancia  Prosecco 

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COCKTAIL: BUCK'S FIZZ O MIMOSA con prosecco
 


Categoria : PRE DINNER ( DA SERVIRE COME APERITIVO )

INGREDIENTI PRINCIPALI , PERCENTUALI E DISPONIBILITA'

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SUCCO D'ARANCIA (NO)   PROSECCO (NO)  

 

ALTRE INFORMAZIONI SUL COCKTAIL BUCK'S FIZZ O MIMOSA

Bicchiere

Flûte

Ingredienti secondari

Nessuno

Gradazione

alcolico

Decorazioni

Nessuno

Internazionale

si

 

PREPARAZIONE DEL COCKTAIL BUCK'S FIZZ O MIMOSA

Spremere un'arancia e filtrarne il succo attraverso un colino in un bicchiere da cocktail di tipo flute ben freddo. Aggiungere il prosecco. Servire direttamente nel bicchiere utilizzato per il succo d'arancia.


STORIA DEL COCKTAIL BUCK'S FIZZ O MIMOSA

Il Mimosa è una variante dei cocktail Bellini, Rossini e Tintoretto.

Viene preparato con spremuta d'arancia e prosecco, ha un sapore fresco e rinfrescante. Il cocktail è composto da 1/3 di spremuta d'arancia e 2/3 di prosecco freddo. Il periodo ideale per gustarlo sono i mesi invernali, quando appunto maturano i frutti. È stato creato da Mr McGarry, barman al Buck's Club di Londra nel 1921.

[Fonte Wikipedia]


APPROFONDIMENTO SUGLI INGREDIENTI DEL COCKTAIL BUCK'S FIZZ O MIMOSA

Succo d'arancia

Succo d'arancia


Prosecco

Il prosecco è un vino bianco a Denominazione di Origine Controllata prodotto in Veneto e in Friuli-Venezia Giulia. Divenuto noto negli anni novanta come Prosecco IGT (indicazione geografica tipica), ha conseguito nel 2009 la DOC, incrementando la qualità.

Alcune denominazioni di questo vino hanno assunto il marchio DOCG (Montello e Colli Asolani, Prosecco di Conegliano-Valdobbiadene).

Il prosecco è il vino italiano più esportato all'estero. Nel 2014 ha superato per la prima volta lo Champagne per numero di bottiglie vendute nel mondo

Il nome è dovuto a due operazioni commerciali. Ai primi del Cinquecento a Trieste, per dare maggiore visibilità al principale prodotto locale, la ribolla, si dichiarò che questa fosse la naturale erede di un celebre vino dell'antichità, il pucino, celebrato da Plinio nella sua Naturalis historia e prediletto per le sue doti medicinali da Livia, moglie dell'imperatore Augusto.

La necessità di distinguere la ribolla triestina dagli altri vini dallo stesso nome, prodotti nel Goriziano e a costi inferiori in Istria, porterà poi a fine secolo ad un cambio di denominazione e soprattutto ad una precisa caratterizzazione geografica, suggerita dall’identificazione del luogo di produzione dell'antichità, il castellum nobile vino Pucinum con il Castello di Prosecco, nei pressi dell'omonimo abitato.

La prima citazione conosciuta del cambio di denominazione è dovuta al gentiluomo inglese Fynes Moryson, che visitando il nord Italia nel 1593 annotò: "Histria is devided into Forum Julii, and Histria, properly so called (...). Here growes the wine Pucinum, now called Prosecho, much celebrated by Pliny", collocando il Prosecco tra i vini famosi d’Italia "These are the most famous Wines of Italy. La lagrima di Christo, (the teare of Christ) and like wines neere Cinqueterre in Liguria: La vernaza, and the white Muskadine, especially that of Montefiaschoni in Toscany: Cecubum and Falernum in the Kingdome of Naples, and Prosecho in Histria".

Il metodo di vinificazione, vero elemento caratterizzante del Prosecco delle origini, si diffuse prima nel Goriziano, poi - tramite Venezia - in Dalmazia (laddove il vino attualmente prodotto col nome "Prošek" è però un passito)[6], a Vicenza e nel Trevigiano. Col passare dei secoli, la produzione nella zona d'origine andò scemando, mentre conobbe un sempre maggiore sviluppo proprio nelle zone dell'attuale provincia di Treviso e segnatamente fra le colline di Conegliano, Asolo e Valdobbiadene.

Il termine "Prosecco", così come lo conosciamo, compare per la prima volta nel poemetto Il Roccolo Ditirambo, scritto nel 1754 da Valeriano Canati sotto lo pseudonimo di Aureliano Acanti: "(...) Ed or ora immollarmi voglio il becco con quel melaromatico Prosecco....".

[Fonte Wikipedia]



 
 

 

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