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COCKTAIL: ROSE
 


Categoria : PRE DINNER ( DA SERVIRE COME APERITIVO )

INGREDIENTI PRINCIPALI , PERCENTUALI E DISPONIBILITA'

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CHERRY BRANDY (NO)   KIRSCH (NO)   VERMOUTH DRY (NO)  

 

ALTRE INFORMAZIONI SUL COCKTAIL ROSE

Bicchiere

Coppetta da cocktails

Ingredienti secondari

Nessuno

Gradazione

alcolico

Decorazioni

Ciliegina

Internazionale

si

 

PREPARAZIONE DEL COCKTAIL ROSE

Raffreddate il mixing glass,poi scolate l'acqua in eccesso.Versatevi lo cherry brandy,il kirsh e il dry vermouth.Miscelate con lo stirrer e versate nelle coppette filtrando con lo stainer. Servite il vostro cocktail Rose guarnito con una ciliegina al maraschino.


STORIA DEL COCKTAIL ROSE

La forma leggendaria del cocktail Rose racconta che questo cocktail sia nato intorno al 1445 durante la “Guerra delle due rose” combattuta tra i Lancaster il quale emblema era una rosa rossa, e la casa dei York simboleggiata da una rosa bianca.Il cocktail Rose da anni è un cocktail codificato IBA, la sua miscela composta da Kirsch, Vermouth Dry e sciroppo di fragole, lo rende un aperitivo leggero e delicato, come delicato è il colore che indossa, un rosa tenue dovuto dal liquore Kirsch e dal cherry brandy.


APPROFONDIMENTO SUGLI INGREDIENTI DEL COCKTAIL ROSE

Cherry Brandy

Brandy è il nome generico dell'acquavite ricavata dalla distillazione del vino, dopo un periodo di invecchiamento in botte; questa denominazione è universalmente impiegata. In alcune zone l'acquavite di vino riceve una denominazione d'origine legata al territorio di produzione (Armagnac, Cognac). Il brandy si può produrre in qualunque Paese dove viene coltivata l'uva.

L'etimologia della parola viene fatta derivare dall'abbreviazione dell'inglese brandywine, a sua volta tradotto dall'olandese brandewijn, cioè vino bruciato (distillato). Gli olandesi nel XVII secolo erano i più attivi mercanti di vini e di spiriti, e si rifornivano lungo le coste atlantiche, dalla Francia al Portogallo, per esportarli in Inghilterra e in tutto il Nord Europa.

Le prime testimonianze letterarie del termine risalgono al 1622: nella commedia inglese Beggar's Bush attribuita a John Fletcher si leggono le parole «Buy brand wine». Un'altra testimonianza si ritrova nelle Roxburghe Ballads del 1650: «it is more fine than brandewine».Pare quindi che all'epoca il termine fosse già di uso corrente per il distillato di vino. Ancora oggi nel Regno Unito brandy si usa per indicare il cognac.

Il brandy viene prodotto dalla distillazione del vino sano, o guasto ma non acetificato, e da sottoprodotti come vinacce e fecce. Le sue qualità organolettiche derivano dal pregio della materia prima.


Bicchiere a tulipano per brandy
I vini impiegati possono essere indifferentemente bianchi, rosati o rossi; i distillati migliori vengono ricavati da vini ad alta acidità, scarso tenore alcolico, e aromaticamente neutri; a livello mondiale il vitigno più impiegato è il trebbiano, detto ugni blanc in Francia. I vini non devono contenere solfiti.

Lo strumento per ricavare l'acquavite è l'alambicco, nei tipi continuo o discontinuo. Le tecniche di distillazione sono varie secondo lo strumento impiegato, ma come per altri spiriti vengono scartate le frazioni iniziali (teste) e finali (code), contenenti sapori ed odori sgradevoli. Secondo i metodi se ne ricavano acquaviti da 52% a 72% di alcol, talvolta oltre. La resa ordinaria è di un litro di distillato ogni dieci di vino.

Appena distillata, l'acquavite non è ancora brandy: deve essere sottoposta ad un periodo di invecchiamento in botte, secondo la legislazione del paese di produzione, prima di poter essere imbottigliata, previa filtrazione a freddo. Sono generalmente indicati i tipi di legno permessi, e la durata minima di soggiorno in botte.

Al brandy così prodotto vengono talvolta aggiunti caramello per colorarlo e zucchero per ammorbidirlo; infine viene diluito con acqua distillata alla gradazione voluta. Eccezionalmente il brandy può venire imbottigliato come esce dalla botte (cask strenght o grado pieno), dopo un adeguato invecchiamento.

[Fonte Wikipedia]


Kirsch

Il kirsch o kirschwasser è un'acquavite con una gradazione alcolica dal 40% sino al 45% ricavata dalle ciliegie. È prodotto prevalentemente nelle zone dell'Arco Alpino e del Nord Europa; in Svizzera esiste un consorzio a tutela e garanzia del prodotto.

Le ciliegie mature vengono fatte fermentare insieme ai noccioli spezzettati: a fermentazione avvenuta inizia il processo di doppia distillazione. Per aumentare il grado alcolico talvolta può essere aggiunto dello zucchero. Il prodotto finito ottenuto può essere invecchiato in botti di frassino o in recipienti di terra cotta.

[Fonte Wikipedia]


Vermouth Dry

Il vermouth o vermut, è un vino liquoroso aromatizzato, di gradazione alcolica non inferiore al 16% e non superiore al 21% in volume, ottenuto da vini bianchi zuccherini dal sapore neutro e delicato(bianco secco), da alcol a 95-96°, da zucchero (saccarosio) e da piante aromatiche, delle quali la più importante è l'assenzio maggiore (Artemisia absinthium L.) una pianta della famiglia delle Compositae.

Il vermouth fu inventato nel 1786 da Antonio Benedetto Carpano a Torino, che scelse questo nome riadattando il termine tedesco Wermut usato per una bevanda aromatizzata all’artemisia, un'erba allora usata per distillare l'assenzio.

Per legge (n. 224 del 23 gennaio 1934) il termine vermouth è riservato ad un prodotto ottenuto da vino di produzione nazionale addizionato di sostanze aromatiche e amaricanti permesse.
La gradazione alcolica non deve essere inferiore al 16% in volume e il contenuto in zuccheri complessivi, espressi come zucchero invertito, non inferiore a 14 grammi per 100 ml. Nei vermouth indicati come secchi o dry il contenuto alcolico minimo è del 18% e gli zuccheri non possono eccedere i 14 grammi.

Gli aromi derivano da:[1]

* foglie o piante intere di artemisia o assenzio (aroma principale prescritto dalla legge n. 108 del 16 marzo 1958, ad esclusione di alcuni tipi destinati all'esportazione), di camedrio, di cardo santo, della centaurea minore, della coca, dell'issopo, della maggiorana, della melissa, del dittamo, del timo, della salvia;
* i fiori di camomilla, di luppolo, di sambuco, di zafferano, chiodi di garofano;
* i frutti di anice stellato, di finocchio, di coriandolo, di cardamomo, di arancio (cortecce), macis, noce moscata, fava tonka, vaniglia;
* le radici di angelica, di calamo aromatico, di enula campana, di galanga, di genziana, d'imperatoria, di ireos, di zenzero, di zedoaria;
* le scorze di cannella, di china, di melograno;
* il legno di quassio;
* il succo di aloe.

Il vermouth si beve specialmente come aperitivo ed entra nella composizione di molti cocktail, tra quali il più famoso è il Martini, ma può anche essere usato per cucinare carni.

Ci sono vari stili di vermouth: secco, extra secco, rosso, bitter, rosato e bianco.

[Fonte Wikipedia]



 
 

 

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