Cardinale
Secco, amaro, romano.
Gin, vermouth dry e un tocco di Campari, mescolati e serviti in coppa. È il parente secco del Negroni: meno dolce, più teso, con il bitter che colora e profuma senza dominare.
- IBA · Contemporary Classics
- Aperitivo
- Mescolato
- Bicchiere
- Coppa cocktail (Martini)
- Tecnica
- Mescolato
- Forza
- Forte
- Tempo
- 3 min
- Difficoltà
- Facile
- Ghiaccio
- Senza ghiaccio
Ingredienti
Dosi per 1 persona
-
Gin
40 ml
-
Vermouth dry
20 ml
-
Bitter Campari
10 ml
Guarnizione
- Scorza di limone
Proporzioni
Preparazione
- Raffredda una coppa da cocktail.
- Riempi il mixing glass di ghiaccio.
- Versa il gin.
- Versa il vermouth dry.
- Versa il Campari.
- Mescola bene.
- Filtra nella coppa fredda.
- Guarnisci con una scorza di limone.
La storia
Le origini
ProbabileRicostruzione plausibile, ma senza una prova definitiva.
Il Cardinale è legato a Roma e al bar dell'Hotel Excelsior di via Veneto, dove secondo le fonti più accreditate lo creò il barman Giovanni Raimondo negli anni Cinquanta, talvolta collocato nell'anno giubilare 1950. Il nome renderebbe omaggio al cardinale americano Francis Spellman, ma il racconto è considerato piuttosto romanzato. La formula originale non usava vermouth dry bensì vino Riesling, in proporzioni di tre parti di gin, due di Riesling e una di Campari. Esiste anche una rivendicazione dell'Harry's Bar di Venezia, ritenuta meno solida. Caduto in disuso negli anni Ottanta, il drink è stato rilanciato dallo staff dello stesso bar romano fino all'ingresso nella lista IBA.
Fonti (4)
Profilo di gusto
- Forte
- 4 su 5
- Secco
- 4 su 5
- Amaro
- 3 su 5
- Erbaceo
- 3 su 5